Recensione #132: Reversal - La fuga è solo l'inizio

sabato 10 ottobre 2015

Dopo un bel cartone continuiamo sulla scia delle ultime uscite in fatto di film. Un po' in sordina l'uscita al pubblico di questo horror dal titolo Reversal – La fuga è solo l'inizio, a tal punto che noi, pur essendo amanti del genere lo abbiamo trovato quasi per caso. Vista la carestia cinematografica che sta attanagliando questo genere abbiamo deciso di provare a vederlo e dirvi la nostra opinione in merito.
Nel film, del 2015, una giovane donna, incatenata in un seminterrato da un presunto maniaco sessuale, tenta di scappare. Tuttavia, quando avrà la possibilità di ottenere la libertà, scoprirà una dura verità che la spingerà a capovolgere i piani del suo rapitore. Montaggio strano per questo film. Di solito, si assiste a varie scene di vita privata della vittima, così da farci intenerire, successivamente si passa al rapimento, alla segregazione e alle varie torture e barbarie, per poi arrivare alla saturazione psicologica dell'imprigionata che diventa improvvisamente una tora e scappa via, ammazzando in malo modo il suo, o i suoi, carnefici. In Reversal invece no, si inizia subito dal punto della ribellione e quindi dell'evasione. Il controllo, per quasi tutto il film è tenuto dalla vittima, che però assume il ruolo di carnefice. La ragazza protagonista riuscirà sin dai primi minuti a liberarsi, riempire di mattonate la testa del suo carceriere, e in seguito riuscirà anche ad immobilizzarlo e a farsi guidare dove ci sono altre ragazze segregate. Se ad un certo punto viene da chiedersi come questa scellerata non abbia finito di aprire la testa dell'uomo e non sia andata alla polizia, ci saranno i flashback di lei a spiegare tutto. La protagonista nutre un profondo senso di colpa e quindi la ricerca esasperata delle altre imprigionate funge un po' da “riscatto personale”. Il commento intelligente di Gloria è stato: “Questo film mi piace perchè va tutto come deve andare. Inizia veloce e lei fa tutto quello che uno sano di mente farebbe”. Effettivamente è vero, un punto forte di Reversal è l'immediata partenza a razzo, senza troppi fronzoli o introduzioni varie. Quella fase è smaltita durante il film grazie all'uso dei flashback che, man mano che va avanti la storia sveleranno sempre di più, fino a far quadrare la situazione. Sebbene la tensione sia alta, le sorprese e i colpi di scena sono veramente ridotti all'osso, causa proprio quel “va tutto come deve andare” citato da Gloria. Si ha da subito infatti la sensazione di come finirà questa storia, quindi il livello di rilassatezza, nonostante si tratti di un horror (più thriller), è veramente alto. Passando al cast, i principali interpreti se la cavano abbastanza bene, il migliore senza dubbio è il carceriere, interpretato da Richard Tyson (il cattivo del film Un poliziotto alle elementari), segue Tina Ivlev, la protagonista. Non è il caso ovviamente di gridare “al capolavoro”, Reversal è un film buono, non eccezionale, ma appropriato se il vostro genere preferito è questo. Bel finale stronzo, molto cattivo, ci è piaciuto! :)

AZIONE: x2
COMMEDIA: -
DRAMMATICO: x1
ROMANTICO: x1
HORROR: x3
FANTASCIENZA: -
FANTASY: -


Il voto di 365film:


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