Recensione #168: Il labirinto del fauno

domenica 15 novembre 2015

A me, personalmente, non è andato giù l'ultimo film di Guillermo Del Toro (Crimson Peak). Si, è vero, Gloria l'ha apprezzato tantissimo, ma io mi aspettavo molto più brivido da un registone come lui. Per questo, stasera, ho fatto quello che non avevo mai fatto dal 2006 a questa parte (è l'anno di uscita del film), cioè avventurarmi nella visione de Il Labirinto del Fauno. La mia mogliettina era entusiasta all'idea, stesso regista, atmosfere dark, colori freddi... tutto quello che le piace quindi, io invece avevo parecchie riserve. All'epoca lo iniziai a vedere, ma cambiai film solo dopo 30 secondi circa, quando la voce narrante dice qualcosa tipo “Nel magico regni di.... viveva la principessa...” Alla parola principessa ho spento. Non concepisco il fantasy. Però c'abbiamo provato.
Il film è ambientato nel 1944, quando una ragazza si trasferisce con la madre nella casa/fortezza del padre adottivo nelle zone rurali della Spagna del Nord, dopo la vittoria di Franco. La giovane incontra un fauno che le promette un regno fantastico, a patto però che superi tre prove... Merda... dannato fantasy... Comunque, inutile sottolineare la bellezza e l'eleganza della fotografia, delicata, mai banale e dai toni freddi che rende il tutto molto più “misterioso”. Effettivamente questo film è si, per forza di cose, un fantasy, ma non al 100%. Analizziamo alcuni particolari: Ofelia, la ragazza, è un'appassionata di lettura e i suoi libri sono tutti di fantasia. Sia sua madre prima che il patrigno poi, le diranno che leggere questa roba non porta a un cazzo di niente e fa solo che male. Ma Ofelia se ne fotte, a lei piacciono le storie di fantasia. Proprio lungo il tragitto, all'inizio del film, la piccola trova una pietra che si incastra perfettamente in un totem da cui fuoriesce un insettone mezzo cavalletta e mezzo mantide. Una volta arrivata alla casa ritroverà questo insetto, che si trasformerà in una fatina (proprio come Trilly di Peter Pan, solo che non parla) e la inviterà a seguirla all'interno di un vecchio labirinto dove, in fondo ad una profonda scalinata a chiocciola, farà la conoscenza di un fauno, un essere metà caprone e metà uomo. L'essere le dirà che lei è la reincarnazione della principessa (quella di cui parlava la voce narrante all'inizio) e che se vuole può tornare nel suo regno e vivere per sempre, a patto che superi tre ardue prove. Chi non accetterebbe la proposta di un fauno?!? Comincia così il percorso di Ofeila. Le prove da superare sono tutte in luoghi misteriosi dove ella incontrerà creature assurde. Piccolo SPOILER: una delle scene più belle è quella della seconda prova, quando si troverà di fronte ad un mostro con gli occhi sulle piante delle mani!

"Bu bu... settete!"

Riprendendo il filo del discorso, Il Labirinto del Fauno non è un fantasy al 100% per due motivi: il primo è perchè l'intera storia è costruita in un contesto reale, una guerra civile realmente avvenuta, il secondo è che non si riesce a capire se Ofelia entra veramente in contatto con questo mondo o se è soltanto frutto della sua immaginazione, per sfuggire ad una realtà ben più dura e povera di speranze, dove sua madre è sposata con un dittatore a cui interessa solo il figlio che la donna porta in grembo. Mi piace pensare che sia così, che Ofelia si sia rifugiata in un mondo immaginario che le offriva una prospettiva di vita diversa: diventare una principessa e vivere per sempre in un regno incantato. Effettivamente la storia ti rapisce e ti coinvolge. Stranamente io seguivo interessato lo scorrere degli eventi, ma Gloria, ahimè, all'arrivo del fauno si è girata e mi ha detto “No, questo no..” e si è messa a sonnecchiare. Gli effetti speciali delle creature sono davvero ben fatti, come già detto, l'essere senza occhi è davvero inquietante, ma anche il fauno ha il suo perchè. Il cast merita, Ivana Baquero (The New daughter) è veramente brava nel ruolo di Ofelia, ma anche gli altri non sfigurano, a partire da Sergi López calato perfettamente nel ruolo stronzo del dittatore, il Capitano Vidal, Maribel Verdú, una governante infiltrata della resistenza che instaura un bellissimo rapporto con la piccola Ofelia, Ariadna Gil, la madre, e anche Doug Jones, l'attore mimo che interpreta sia il fauno che l'altra creatura. Sentimenti, magia e anche un po' di tristezza sono gli ingredienti principali di questo film che devo dire mi è piaciuto, ma che comunque, rimane sempre un po' fantasy. Consigliato agli amanti del genere e a chi vuole un po' sdirazzare dalla realtà.

AZIONE: x1
COMMEDIA: -
DRAMMATICO: x2
ROMANTICO: -
HORROR: -
FANTASCIENZA: -
FANTASY: x3


Il voto di 365film:

Alla fine è sempre un fantasy...



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