Recensione #73: 3 days to kill

mercoledì 12 agosto 2015

Serata insolita questa, abbiamo cenato con delle schifezze comprate al supermercato mezz'ora prima, sia io che Gloria non avevamo voglia di fare un cazzo, quindi abbiamo infilato questa roba in forno e basta, senza pensieri. Così anche dopo, messi sul divano abbiamo iniziato a fare zapping senza trovare nulla che avevamo voglia di vedere, così mi viene in mente di vedere in My Sky che roba avevamo registrato i giorni indietro. E' li che esce fuori questo 3 days to kill. Assodato che avevamo trovato finalmente qualcosa da vedere, e quindi da recensire, abbiamo premuto Play.
Il film in questione è un action/thriller recente, del 2014 per la precisione, e ci racconta la storia di Ethan, un agente della Cia che scopre di essere malato e di avere soltanto qualche mese di vita. Decide quindi di dedicare il tempo rimasto alla sua famiglia (moglie e figlia) che aveva abbandonato per 5 anni proprio a causa del suo lavoro che lo portava spesso lontano da casa. Vorrebbe provare a ricucire il rapporto e chiudere definitivamente con la vita da spia, ma poco dopo gli viene proposto un nuovo lavoro che Ethan non può rifiutare perchè la “ricompensa” è una cura sperimentale che gli permetterebbe di rimanere in vita. Beh, che dire, un thriller con un risvolto drammatico che si distacca un po' da quello che è il concetto di spia nel mondo del cinema in questi anni. Nonostante sia una delle parti essenziali della storia, la sua vita da agente, man mano che si guarda il film, passa in secondo piano, regalando allo spettatore la visione di un padre pentito di non esserci stato per la figlia ormai adolescente, che vuole a tutti costi rimediare. Molto toccante, in certi momenti, perchè ci si riesce ad immedesimare in lui e quindi viviamo quasi in prima persona le risposte un po' acide della figlia o l'impegno e la buona volontà che ci mette lui nel provare a trovare sempre dei pretesti per fare qualcosa insieme. Si riescono a vedere perfettamente le due facce di Ethan, una che lo dipinge come un'inarrestabile macchina della morte, l'altra che evidenzia le sue fragilità emotive, ma anche la sua sensibilità. Molto ben girato, 3 days to kill può contare su una star a tutti gli effetti: il protagonista infatti è Kevin Costner, che nonostante l'età dimostra di saperci ancora fare e di sapersi calare anche in questi ruoli meno da Robih Hood. Vicino a lui spiccano anche Amber Heard (Machete Kills), Hailee Steinfeld e Connie Nielsen, vista ne Il Gladiatore. Un bel film, per dirla tutta, che ci è piaciuto molto. Le pause tra le scene d'azione e le scene più riflessive sono ben dosate, la visione ci è risultata quindi molto piacevole. Ah beh, stavamo dimenticando: secondo noi c'è una scena che strizza prepotentemente l'occhio a Guardia del Corpo (altro filmone di Costner): la figlia è in un locale, nel bagno accerchiata da ragazzotti che vogliono farle la festa, arriva lui, rompe a tutti il grugno, la prende in braccio e la porta via, come su Guardia del corpo dove la Houston viene assalita nel locale dai fan e lui dovo averne stesi un paio la porta fuori nello stesso modo. Vabè, a noi ci sembrava così, comunque, consigliato a tutti!

Il voto di 365film:




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