Recensione #123: Saint Ange

giovedì 1 ottobre 2015

Il film di cui andremo a parlare fra poco dovrebbe considerarsi un horror. Datato 2004 dal titolo Saint Ange. Si stava parlando di vecchi film, quando è venuto fuori questo titolo. “Di che parla?” mi chiede Gloria. “L'ho visto una sola volta, 10 anni fa, ma mi pare di ricordare che c'entri qualcosa il soprannaturale” “Ah, e perchè non l'abbiamo visto mai?” “Ma perchè mi ricordavo fosse... un po'... lento... Poi magari a rivederlo ora cambio idea, chissà”. Quindi lo abbiamo cercato nel cassettone dei film e lo abbiamo messo.
La storia vede Anna che lavora come donna delle pulizie al Saint Ange, un orfanotrofio semi-abbandonato. Quando improvvisamente comincia ad avvertire oscure presenze, inizia a indagare e si rende conto che i bambini erano sottoposti a terribili atrocità. Abbiamo ridotto all'osso il riassunto della trama, ma di fatto questo è. Come spiegarvelo... guardando il film si capisce tutto questo, ma poi, di fatto, non cambia un cazzo. Non avete capito ancora? Ok, la facciamo più semplice, la noia e la monotonia la fanno da padrone. Ottima fotografia, il livello stilistico è decisamente alto, ma dopo quello non c'è davvero altro. Una storia che poteva essere sviluppata 1000 volte meglio, con più tensione, più colpi di scena, in una sola parola più ritmo. Sembra più di assistere ad una lezione di stile che ad un film. Sapete quanti sono 100 minuti? Un'ora e 40... un'infinità se si pensa che in tutto questo tempo, la scena più viva sia quella dei gattini morti (spoiler, ops.. ma tanto...) dove Gloria si è incazzata e ha dato un cenno di vita. Parlando dell'aspetto più importante, il fattore soprannaturale, possiamo dire che in effetti si respira in un certo senso puzza di fantasma, ma nonostante questo il terrore o la paura (caratteristiche che un horror deve avere) non si affacciano mai nel cervello dello spettatore. Non mi ricordavo male, Saint Ange è di una pallosità quasi unica, ricordo quando lo vidi 10 anni fa. All'epoca ero affamato di film horror, ma andavo in cerca di scene estreme, splatter e gore. Ecco perchè giudicai questo film lento, ma a distanza di anni, posso confermare che avevo visto giusto. Il cast, composto da pochissimi elementi come Virginie Ledoyen (la protagonista Anna), Lou Doillon (che recita benissimo il ruolo di una pazza traumatizzata) e Dorina Lazar (altra governante veterana dell'orfanotrofio) si dimostra efficace ma, nonostante questo rimane il fatto che questo film poteva essere una Ferrari, ma invece è rimasto una Cinquecento. Non c'è molto altro da dire, Gloria, che era ansiosissima di vederlo, ne è rimasta molto delusa, nonostante le ambientazioni gotiche e l'aria spettrale dell'istituto facessero ben sperare. Possiamo consigliare questo film a chi deve intraprendere la carriera di regista e deve quindi arricchire il suo modo di “creare”. Per il resto, sconsigliato un po' a tutti,  amanti dell'horror compresi.

AZIONE: -
COMMEDIA: -
DRAMMATICO: x1
ROMANTICO: -
HORROR: x1
FANTASCIENZA: -
FANTASY: -


Il voto di 365film:

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