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Recensione #54: Thelma e Louise

venerdì 24 luglio 2015

Sulla scia dei ricordi e dei film nostalgici, dopo un fantastico salto nel passato con la recensione di Due vite al massimo (ieri), io e Gloria abbiamo deciso di rendere omaggio ad un film in un certo senso simile a quello appena visto ma che ha avuto molta, ma molta più notorietà: Thelma e Louise. Anche questa recensione, come altre, sarà breve perchè non c'è assoluto bisogno di dar pareri su film che il mondo intero giudica icone del cinema, ma ci fa piacere associare la nostra piccola maratona a titoli di questo calibro. Trovato il film nel cassettone dei dvd possiamo dare quindi inizio alle nostre considerazioni.
Thelma e Louise è datato 1991 e rientra nella categoria dei cult anni '90. Wikipedia scrive che (non siamo mica tenuti a sapere anche ste cose eh!) è stato presentato fuori concorso al 44º Festival di Cannes e ha vinto un Oscar nel 1992 per la miglior sceneggiatura. Thelma e Louise fanno le cameriere e sono legate da un'amicizia fuori dal comune. Entrambe hanno purtroppo delle situazioni familiari "fastidiose" e senza sbocchi. Decidono così di lasciarsi le loro vecchie vite alle spalle per ricominciare da zero ma una brutta disavventura in un locale lungo la strada le renderà delle fuggitive. Canovaccio simile al film recensito ieri, soltanto che qui la componente non è tanto l'amore ma l'amicizia, un legame indissolubile che lega le due donne. E' decisamente palpabile, lo si può avvertire in tutto il film e questo lo rende appassionante e coinvolgente sotto tutti i punti di vista. Il cast qui è veramente assurdo, partiamo dalle protagoniste che sono Susan Sarandon e Geena Davis, per continuare con Harvey Keitel, Michael Madsen e un giovanissimo Brad Pitt, che dire, ce n'è per tutti i gusti. A differenza però della visione di ieri, questo film pensiamo sia stato visto anche dalle suole delle scarpe che avete ai piedi in questo momento, quindi probabilmente se ci scappa qualche spoiler non sarà un danno grave. Gloria ogni volta che vede questo film, arrivati quasi alla fine, ha una frase di rito: "Dai, speriamo che questa volta ce la fanno..." Si è quell'effetto che noi chiamiamo "Effetto speranza" che si ha quando un film ti prende a tal punto che anche se sai come va a finire, speri e ri speri che stavolta sia diverso. Il finale è dei più drammatici, con un salto nel vuoto nel Gran Canyon a suggellare un'amicizia che durerà per sempre. Ricordo da piccolo mia cugina che era convinta che nel fare il salto con la macchina, le donne avessero attraversato l'intero Gran Canyon (anche qui un fattore speranza un po' diverso). Ovviamente ne consigliamo la visione ad occhi chiusi anche se, personalmente parlando, lo reputo un pelino meno emotivo di Due vite al massimo (l'amore è l'amore, non c'è un cazzo da fare).

Il voto di 365film:




x3


x2


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