Recensione #79: Backcountry

martedì 18 agosto 2015

Questa sera vogliamo rimanere in tema di bestie selvatiche belle 'gnoranti, perciò abbiamo fatto una piccola ricerca su internet per vedere se di recente era uscito qualche film con degli animali assassini o comunque con trama simile. Dopo un po' ecco che spunta fuori questo Backcountry, una pellicola canadese uscita proprio ad Agosto. Io e Gloria ci siamo fomentati un bel po' quando abbiamo letto che è ispirato a fatti reali. Non ci abbiamo pensato tanto, abbiamo optato subito per la visione di questa novità.
La storia di Backcountry, che poi rispecchierebbe la realtà, è la seguente: Alex è un escursionista esperto mentre Jenn, avvocato aziendale, non lo è per niente, ma accetta ugualmente di accompagnarlo in viaggio nelle profondità di una foresta per una escursione. Una volta sul posto decidono, purtroppo, di addentrarsi nel bosco perdendosi e rimanendo senza cibo e acqua. Purtroppo il loro ritorno sarà reso più difficile da un orso ostile ed affamato. Non è una storia proprio innovativa, ma essendo tratto da una storia vera può sicuramente starci, infatti sembra di assistere ad una situazione simile a quella di Open Water, ma nel bosco anziché in acqua. Una piccola critica che vogliamo muovere a questo film è che la prima parte, o meglio dire quasi ¾ di film, è dannatamente lento e noioso. Purtroppo la mattanza è concentrata soltanto negli ultimi 20 minuti, ma quello che si consuma in quel lasso di tempo poteva essere diluito in più minuti togliendone alle fasi parlate, nelle quali si impara a conoscere il carattere ed i problemi dei protagonisti, d'accordo, ma che potevano sicuramente essere un tantino più succinte. La fotografia è comunque bellissima, come le ambientazioni, il prodotto sembra infatti di ottima produzione, nonostante gli attori non siano proprio degli specialisti. Lui, Jeff Roop, non lo abbiamo mai visto, lei, Missy Peregrym, l'abbiamo rivista nel film Stick It - Sfida e conquista, mentre l'altro (un tizio che i due incontrano nel bosco), Eric Balfour, ci è parso di intravederlo in qualche ruolo minore. Comunque, tornando al nostro film, per 55 minuti non succede decisamente nulla, ma poi la pellicola diventa tutto d'un tratto violentissima. Ma attenzione, non si tratta della violenza gratuita e visiva alla Hostel, le sensazioni provate qui sono di sconforto e tristezza. Diciamo soltanto che alla fine quest'orso li trova e una mattina aspetta li fuori dalla tenda il loro risveglio, dopo di che inizierà a fare colazione. Se pensate poi che questo è un fatto accaduto realmente lo sconforto aumenta ancora di più. Non gli daremo il massimo, ci sono quelle piccole pecche (cast e prima parte lenta) che lo penalizzano, ma comunque è un prodotto che consigliamo, magari chi è un po' emotivo e debole di stomaco potrebbe, o meglio dovrebbe, evitarlo.

Il voto di 365film:




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