Recensione #83: Mission Impossible: Rogue Nation

sabato 22 agosto 2015

Chi lo avrebbe mai detto 9 anni fa, quando uscì il primo capitolo della saga, che avrebbero fatto addirittura 5 film del filone Mission Impossible? Io no di sicuro, ne tanto meno Gloria, che cerca di stare alla larga da questo genere di pellicole. Ricordo che apprezzai parecchio il 2, proprio perchè era diretto da quel genio dell'action-movie John Woo, ma poi, nonostante li abbia visti, il 3 e il 4 li ho persi per strada. Questi giorni le tv e le radio ci hanno letteralmente bombardato con la pubblicità dell'uscita nelle sale di Mission Impossible: Rogue Nation a tal punto che, pur non essendone un fan sfegatato, mi hanno fatto incuriosire. Così, ho chiesto l'ennesimo sforzo a mia moglie, proponendogli questa visione, inutile dire che se avesse avuto qualche arma bianca fra le mani ora non starei a scrivere queste righe. Ma bando alle ciance, andiamo al sodo.
Questo quinto capitolo vede il solito Ethan Hunt braccato dal Sindacato, un'organizzazione di assassini altamente addestrati che vogliono distruggere la IMF; con l'aiuto della sua squadra dovrà affrontare il Sindacato e raderlo al suolo, a qualsiasi costo. Beh, non possiamo dilungarci troppo sulla trama, questo genere di film sono talmente articolati da spiegare che non basterebbe un quaderno. Procedimento identico agli altri 4 predecessori, sparatorie, maschere gommate, botte da macho assurdo, bella di turno conquistata, un po' di macello in posti famosi nel mondo, lieto fine. Il particolare che il nostro Ethan sia braccato e passi quasi da cattivo ci riporta un po' al primo Mission Impossible, quando Hunt era ricercato perchè si pensava che avesse sterminato la sua squadra. Comunque, nonostante gli stereotipi del caso, il personaggio impersonato dal sempre verde Tom Cruise funziona eccome. A questo punto potremo iniziare seriamente a considerarla la risposta made in Usa al leggendario agente british James Bond, anche se il collega inglese ha un bel po' più di anni alle spalle (primo film nel '62 con Sean Connery). Che dire, film ritmato, ovviamente un po' scontato, ma in pieno stile con il tema. Il cast che Tom Cruise ha accanto è di tutto rispetto, formato da Jeremy Renner (L'Occhio di Falco degli Avengers o Dahmer nell'omonimo film biografico, se amate di più il genere), Simon Pegg (L'alba dei morti dementi, Hot Fuzz), Rebecca Ferguson (Hercules – Il guerriero), Ving Rhames (probabilmente l'unico insieme a Cruise ad aver preso parte a tutti i film del filone) e Alec Baldwin che non ha bisogno di presentazioni. Voci di corridoio e leggende metropolitane dicono che Tom abbia girato due delle scene più pericolose del film tutto da solo, senza controfigura: quella iniziale dove è attaccato ad un aereo che decolla e quella in cui dovrà stare in apnea un bel po'. C'è chi ci crede e chi no, ma noi crediamo che sia effettivamente possibile perchè ai divi di Hollywood a volte gli piace fare gli sboroni (sarà per i troppi ruoli d'azione che interpretano, mah). Comunque, tirando le somme, questo quinto capitolo è godibile, forse anche più dei precedenti 2 e l'amante del genere non ne rimarrà sicuramente deluso. Domanda: forse saremo noi, magari ci è sfuggita qualche battuta, ma ricordiamo vagamente che nei precedenti film Ethan Hunt aveva una moglie e voleva metter su famiglia... qui che cazzo di fine ha fatto? Una dimenticanza? Mah, se così fosse sarebbe gravuccio eh...

Il voto di 365film:




x3


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