Recensione #120: Everest

lunedì 28 settembre 2015

Dal nuovo al vecchio, dal vecchio al cult, dal cult al trash e dal trash all’ultima uscita. E’ da poco disponibile nelle sale cinematografiche il film Everest, che si preannuncia tutt’altro che leggero. Io e Gloria, da buoni amanti dei disaster movie quali siamo, abbiamo subito cercato su internet una versione in streaming. Con un po’ di fortuna l’abbiamo trovata e, senza sapere niente di questo film, ce lo siamo visto per placare la nostra sete di tragedie.
Everest, nonostante sia datato 2015, ci riporta nel 1996, quando diverse compagnie con le loro spedizioni decisero di sfidare i limiti della natura per tentare di far scalare le cime della montagna agli scalatori di tutto il mondo. Mettendo alla prova il proprio coraggio e la propria resistenza, gli scalatori si troveranno ad affrontare ostacoli naturali quasi impossibili da superare e a iniziare una dura lotta per la sopravvivenza. Partiamo con un dato molto importante: il film è basato su un fatto realmente accaduto. Questo fattore fa si che quelle che, ad una prima visione, sembrano delle incongruenze nella storia siano solo il frutto di decisioni e azioni sbagliate ad opera di chi visse quella tragedia. La pellicola ci mostra come questi scalatori esperti abbiano fatto della scalata sull’Everest un redditizio business, tra gli scalatori provetti troviamo infatti gente che, pagando una lauta cifra (sui 60.000 o 70.000 dollari) può soddisfare quello che, fatto un calcolo dei rischi da correre, sembra un capriccio. Rischiare la vita e pagarci pure sopra?? Mah… Andando avanti nella visione però ci accorgiamo che il regista fa di tutto per far passare la “stupidità” della ciurma in secondo piano, forzando lo spettatore ad entrare in empatia con i personaggi con situazioni che inneggiano al pianto più frenato, a cominciare dal tizio che ha deciso di fare questa scalata per dimostrare a dei bambini di un orfanotrofio che nulla è impossibile. Ripetiamo, è storia vera e anche i personaggi sono veri. La prima parte della pellicola è abbastanza lenta, ci porta appunto a conoscere i vari protagonisti del dramma attraverso dialoghi e situazioni pre-disastro. E’ nella seconda parte, però, che Everest si movimenta un bel po’ Arrivati in un punto critico della scalata sopraggiunge una tempesta che mette tutti in serio pericolo di vita, quindi assistiamo a (un po’ di Spoiler) gente che non riesce a respirare perché a quell’altezza l’aria è troppo rarefatta e che quindi rimane per strada in balia della bufera, crepacci senza fondo da superare e, ovviamente, situazioni drammatiche che faranno commuovere i più sensibili. Gli effetti 3d nel ricreare le ambientazioni sono davvero spettacolari, chi soffre di vertigini, come me, è avvisato; da questo punto di vista infatti il film non si discute, come non si discute neanche il cast, formato da molti volti noti come Jason Clarke (Terminator Genisys) nei panni dello scalatore esperto Rob,  Keira Knightley nelle vesti della moglie di Rob, Jake Gyllenhaal (Southpaw, Donnie Darko), o Josh Brolin (protagonista del remake di Old Boy o di Gangster Squad). per citare i più importanti. Sia io che Gloria, in conclusione, abbiamo trovato il film un po’ troppo lento a partire, anche se una volta che è preso via diventa molto più seguibile. Non un brutto prodotto comunque. L’essere umano è fatto in modo strano, nonostante l’etichetta gli impedisca di manifestare apertamente la propria predisposizione alla distruzione rimane sempre attratto dai film di questo genere, soprattutto se raccontano tragedie realmente avvenute. E il regista questo lo sa.

AZIONE: x2
COMMEDIA: -
DRAMMATICO: x3
ROMANTICO: x3
HORROR: -
FANTASCIENZA: -
FANTASY: -


Il voto di 365film:

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