Recensione #186: Branded - Marchio di sangue

giovedì 3 dicembre 2015

Quando ho realizzato che volevo proporre a Gloria di vedere questo film, mi sono chiesto se inconsciamente avessi nostalgia del mio vecchio lavoro. Ma poi... c'ho pensato su e ho detto “ Naaaa, è solo perchè è fottutamente folle!”. Avevo visto Branded circa un anno fa, nonostante la pellicola sia del 2012, e in lingua originale sottotitolato. Visto che, nel frattempo nessuno s'è preso la briga di ridoppiarlo, dovremo rifare questo piccolo sforzo. Veniamo a noi.
Branded ci parla di Misha, che ha raggiunto il successo come creativo pubblicitario, ma un incidente tragico sul set di uno dei suoi spot tronca la sua carriera e lo costringe a un lungo esilio volontario. 10 anni più, si ritrova di fronte a un mondo totalmente cambiato, popolato da strane creature che solo lui riesce a vedere e che hanno la capacità di influenzare i pensieri e le azioni delle persone. Ben presto, si rende conto che le creature sono il frutto di una campagna pubblicitaria clandestina, creata dalla azienda un tempo rivale alla sua per sottolineare gli effetti benevoli del grasso e spingere i consumatori a mangiarne il più possibile. Beh, non diteci che questa sembra la trama di un film convenzionale! Branded è un prodotto molto ambizioso, a tratti delirante, che si propone di essere visionario e surreale. In un futuro prossimo, che potremo tranquillamente identificare come il nostro presente, le megacorporazioni  fanno affari in tutto il mondo. La storia si svolge in una Russia post-comunista, uno dei mercati ideali a cui applicare nuove dottrine di marketing estremo, e così è. Il plot è molto pretenzioso, la pellicola necessita infatti di una buona dose di attenzione, altrimenti si rischia di perdere il filo, ma tolto questo cruccio ci troviamo di fronte a un film “strano” nel vero senso della parola, a metà strada fra il cult e il trash. Vi sembrerà di fare un viaggio di un'ora e ¾ circa in una realtà fuori di testa, ma se ci pensate bene, non è poi così fuori di testa che la pubblicità influenzi le masse.

"... il trip che ho preso era troppo forte...ce devo magnà qualcosa..."

Ne avevamo avuto un assaggio anni fa con il film Essi Vivono, di Carpenter, ve lo ricordate quello in cui il protagonista, con uno strano paio di occhiali da sole riesce a vedere tutti i messaggi subliminali nei cartelloni pubblicitari, o nei quotidiani. A parer nostro, almeno per il soggetto, il regista di questo film ha attinto parecchio da li. Il cast di questo film è formato da attori come Ed Stoppard (Il Pianista, Youth – La giovinezza...) nella parte del protagonista, Leelee Sobieski (Radio Killer, Eyes Wide Shut, Il Prescelto...) nel ruolo della controparte femminile, un sempre carismatico Max von Sydow (Dredd, Shutter Island, Wolfman...) che qui interpreta il guru della pubblicità, Jeffrey Tambor (la trilogia di Una Notte da Leoni, Paul...) e Ingeborga Dapkūnaitė (Mission: Impossible, Hannibal Lecter – Le origini del male...). Un bel cast di livello internazionale che da un valore in più alla pellicola. Il budget è stato un po' limitato, questo probabilmente ha inciso un po' sulla resa finale, che poteva essere più chiara e accattivante se la situazione fosse stata diversa, ma a noi personalmente è saputo interessante anche così. Abbiamo trovato Branded un film rivelatorio, che dietro a tutta la costruzione degli effetti digitali nasconde una verità, una triste metafora di come stia andando oggi il nostro pianeta. A voi le conclusioni, guardatelo e rifletteteci su! 

AZIONE: x1
COMMEDIA: - 
DRAMMATICO: x2
ROMANTICO: -
HORROR: x1
FANTASCIENZA: x3
FANTASY: x1



Il voto di 365film:





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