Recensione #200: Franklyn

giovedì 17 dicembre 2015

Era da molto tempo che volevamo vedere questo film, per l'esattezza da quando io e Gloria ci siamo conosciuti. Questo Franklyn infatti è datato 2008, ma per un motivo o per l'altro, nel corso di questi anni era finito nel dimenticatoio. Quale occasione migliore per vederlo se non quella della duecentesima recensione? Bene, intanto, qualche parola sulla trama, che questa volta è difficile.
Collocate tra i mondi paralleli della Londra contemporanea e di una metropoli futuristica e dominata dal caso chiamata Città di Mezzo, quattro storie apparentemente distanti convergono tutte nello stesso finale. C'è Esser, un uomo disperato in cerca del proprio figlio nelle dure strade dei senzatetto di Londra; Milo, un trentenne con il cuore spezzato alla ricerca della purezza del primo amore; Emilia,  studentessa d’arte con tendenze suicide; e infine Preest, vigilante mascherato sulle tracce del suo nemico nella metropoli fantascientifica governata dal fanatismo religioso. Oh bene, un bel film sui supereroi! No,sbagliato, non è questo il genere. Mah, sembra strano, c'è la metropoli futuristica, e poi c'è anche il vigilante mascherato! No, non c'entrano una ceppa i supereroi... Questo, signori lettori, che ci crediate o no, è un film... sui matti. I matti, gli spostati, persone mentalmente instabili insomma... i matti. Però, cazzo com'è girato bene... Franklyn inizia subito portandoci a questa Città di mezzo, un mondo dannatamente strano, dove vengono create nuove religioni e dove bisogna per forza far parte di una di queste (mitico il pezzo della religione basata su un manuale d'istruzioni di una lavatrice). In questa “realtà” simile per certi versi alla più surreale Gotham City c'è lui, Preest, un uomo senza religione che deve trovare l'Individuo, un uomo che ha ucciso una ragazzina. Ma la ricerca del vigilante è interrotta di tanto in tanto dalle altre storie, ambientate però nel nostro mondo. Al che, uno che non ha visto mai  il film direbbe “Qui c'è qualquadra che non cosa...” Il bello di Franklyn sta nel fatto che se pensi di capirci qualcosa nella prima mezz'ora ti sbagli di grosso, devi seguirlo, attentamente, fino alla fine, quando, con lo scorrere dei minuti, inizierai gradualmente a collegare tutti i tasselli che hai raccolto per strada. Questo è un film di difficile catalogazione, potremmo etichettarlo come thriller, anche se boh... Stilisticamente parlando è bellissimo, colonna sonora suggestiva, colori patinati e una bella fotografia, soprattutto quando subentra la parte di Città di Mezzo. Ma andiamo al nocciolo, perchè questo è un film sui matti? Perchè è effettivamente così, tutti, ma proprio tutti i protagonisti, ad eccezione di uno, vedono cose che non esistono e si fanno i filmini mentali.

Questo ha un gran bravo spacciatore... tutti sognano un trip così!

Uno su tutti se li fa di brutto, non a caso è scappato da un istituto; gli altri due, beh, nei limiti dell'accettabile, ma se li fanno non vi preoccupate. Mentre guarderete Franklyn avrete la sensazione di guardare qualcosa che effettivamente non esiste, vi verrà da dire “Ma me lo sto immaginando o il film è davvero così?”. Per quanto concerne il cast, abbiamo Ryan Phillippe (The Lincoln Lawyer, Crash – Contatto fisico...) nella parte del folle Preest, Eva Green (Sin City 2, Casino Royale...) nella parte di Emilia, l'autolesionista, Sam Riley (13 – Se perdi muori, Maleficent...) che interpreta Milo, il ragazzo dal cuore spezzato, e Bernard Hill (Operazione Valchiria, Titanic...) nei panni del povero Esser che cerca il figlio... matto. Anche se sembra tutto cosi lento e pacato, la vicenda non conosce sosta e si snoda lungo un percorso che si arricchisce sempre di nuovi dettagli; si tratta di una storia che si comprende solo andando avanti, con un occhio a quello che è già successo dietro: i personaggi hanno tutti una loro identità e un obiettivo ben preciso e sono alla ricerca di un qualcosa che se rapportato a se stessi acquista un valore molto prezioso. Un film visionario e senza dubbio insolito, che nei primi minuti seguenti la visione vi porterà a porvi l'interrogativo: “Ho visto un bel film o era una cagata?” A noi è piaciuto, forse troppo contorto in qualche passaggio, ma comunque un buon lavoro. Consigliamo la visione di questo prodotto a tutti gli ospedali psichiatrici, nelle ore ricreative. Noi lo sappiamo... che vi state chiedendo ancora “perchè cazzo si intitola Franklyn, visto che tra i protagonisti non c'è nessuno con questo nome?” Tranquilli, lo vedrete...

AZIONE: x2
COMMEDIA: - 
DRAMMATICO: x2
ROMANTICO: x1
HORROR: -
FANTASCIENZA: -
FANTASY: x1

PER IL TRAILER CLICCA QUI

Il voto di 365film:





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