Recensione #207: Non dirle chi sono

giovedì 24 dicembre 2015

Proseguiamo sulla scia dei vecchi film, quelli che vedevamo da bambini. Tutto questo cercare ci ha messo in moto la fantasia e ci ha riaperto quella parte del cervello dove sono inscatolati tutti i ricordi d'infanzia, anche quelli che non ricordi di ricordare. Così, ecco che mi riviene in mente una vecchia commedia romantica che vidi quando avevo circa 6 o 7 anni: Non dirle chi sono. “Amò, l'hai mai visto? È quello con l'attore che fa i film di Scuola di polizia..” chiedo a Gloria “Uhm... non mi pare sa... è carino?” “E chi cazzo se lo ricorda? Però credo possa piacerti!”. Una vita per tirar giù questo film, credeteci... ma alla fine è nostro!
La trama ci porta nella vita di Gus, appena guarito da un cancro, calvo e sfigurato a causa delle cure. Sua sorella Lizzie lo fa incontrare con una graziosa giornalista, Emily, che però rifiuta gentilmente le sue avances. Sotto la guida di Lizzie, Gus affronta dieta e sport. È un'altra persona quando ritorna alla carica e la bella fanciulla questa volta ci sta. Ma Gus non vuole essere amato solo per la propria immagine. Un film, questo, molto fresco, divertente e con un fondo di morale, ovvero che amare non significa farlo con gli occhi, ma col cuore. Però, è anche la contraddizione in terra di un proverbio antico come la morte: l'abito non fa il monaco. Cazzo, l'abito fa il monaco eccome!

...l'abito fa il cazzo di monaco...

Emily conosce la prima volta Gus e non è che ne rimanga folgorata, anzi, tutt'altro. L'uomo è in imbarazzo, goffo e non proprio di bell'aspetto. Rassegnato all'idea di non poter mai e poi mai conquistare la ragazza, Gus accetta l'aiuto della sorella impicciona e scocciacoglioni, che di professione fa la scrittrice di romanzi rosa, quelli tipo collezione Harmony, e che sa cosa vogliono le donne. (Porca puttana, mia nonna legge quei romanzi a pacchi....). Il risultato è sorprendente: da grasso pelato e goffo, Gus si trasforma in asciutto capellone motociclista e abbronzato, proprio in stile Renegade. Se dovessero farlo oggi un film così lo avrebbero trasformato in uno col ciuffo, baffetti, camicietta strettissima, jeans altrettanto ma con un orribile risvoltino in fondo e  scarpe da cassamortaro (poi dice che gli uomini veri non esistono più...). Volete sapere cosa fa Emily la prima volta che vede il nuovo Gus, ribatezzato Lobo? SCROSH! E abbiamo detto tutto.

SCROSH! L'abito fa decisamente il monaco...
Quindi, si, l'abito fa il monaco e questa teoria io e Gloria l'abbiamo sempre sostenuta. L'abito fa il monaco perchè quando incontri per la prima volta una persona è come se la tua immagine fosse un biglietto da visita; se poi successivamente cambia qualcosina non importa, ma la prima impressione è quella che conta (disse la carta nella camera oscura...). Comunque, la pellicola scorre piacevolmente, e oseremo dire anche in modo abbastanza scontato, ma alla fine di una commedia d'amore si tratta, il canovaccio da seguire è quasi obbligato. Il cast se la cava bene, a cominciare dal protagonista nel doppio ruolo di Gus e Lobo, vale a dire Steve Guttenberg (3 scapoli e un bebè, corto Circuito, Scuola di polizia...). Se la cavano anche Shelley Long nella pare della sorella Lizzy e Jami Gertz (Twister...) nel ruolo di Emily. Da segnalare anche la particina di Kyle MacLachlan, che interpreta trout, il capo di Emily. Questo fim non rappresenta niente di nuovo nel panorama cinematografico, magari però, essendo del 1990 ha dato qualche spunto per alcune commedie venute dopo, quindi merita almeno un po' di considerazione. Noi vi consigliamo di dargli un'occhiata, un'ora e mezza passerà via veloce, fidatevi!

AZIONE: -
COMMEDIA: x2
DRAMMATICO: - 
ROMANTICO: x3
HORROR: -
FANTASCIENZA: -
FANTASY: -

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Il voto di 365film:

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