Recensione #91: Pompei

domenica 30 agosto 2015

Dopo lo squalo meccanico che fa a schiaffi con un megalodonte, è in arrivo un'altra bocciatura cinematografica. Ebbene, è giusto che lo sappiate, questa recensione non è stata scritta al momento, è stata programmata ieri. Si si, io e Gloria ci scusiamo, ma ogni tanto usciamo anche di casa, come stasera, che invece di star qui a buttar giù qualche riga, siamo stati invitati a cena a casa di Riccardo, un nostro compagno di visioni, insieme ad altri amici. L'idea di isolarci dal resto del gruppo per scrivere sul tablet un pezzo su un film non ci stimolava più di tanto (anche perchè sarebbe venuto più merda di quelli che scriviamo già) e così eccoci qui. Comunque, solo per voi, questa volta, in differita, vi diciamo la nostra su Pompei.
La storia del disastro la sappiamo un po' tutti no? Nel '79 d.C. a Pompei Milo, uno schiavo trasformatosi in gladiatore, si trova ad ingaggiare una corsa contro il tempo per salvare l'amata Cassia, la bella figlia di un ricco mercante promessa sposa ad un corrotto senatore romano. Quando il Vesuvio erutta e lascia fuoriuscire un torrente di incandescente lava, Milo dovrà muoversi prima che la città intorno a lui venga definitivamente distrutta. Ovviamente la tragedia è un pretesto per costruirci intorno una struggente storia d'amore. E' un po' la manovra usata per Titanic, solo che in questo caso il calvario dura molto meno. Vidi questo film lo scorso anno, appena uscì, e visto il genere mi ripromisi di farlo vedere a Gloria, amando lei le storie romantiche. Pompei possiamo considerarlo un clone un po' malriuscito de Il Gladiatore mescolato con qualcosina del Titanic, sono molte infatti le scopiazzatur.. ops, le somiglianze. Lui schiavo che diventa gladiatore imbattibile, (proprio come ne Il Gladiatore), lui che viene messo in crisi dal potente di turno nell'arena ma che, siccome è bravo, ha la meglio e poi lo prende per il culo (proprio come ne Il Gladiatore). Poi, nel lato romantico abbiamo questa storia che non ha neanche il tempo di iniziare perchè i due si trovano subito al centro di un megadisastro (proprio come su Titanic, solo che li riescono a quagliare). Passando la palla all'esperta di love story, Gloria, evinciamo che qui l'amore non si riesce a percepire. Troppo fugace la storia fra i due, neanche un bacetto o un passionale amplesso, mentre la terra crolla e il vulcano erutta. “Amore, ma non avevano tempo, dovevano scappare!” le dico io. “No no, la storia d'amore qui è insipida come la minestrina scondita”. In effetti, prestando più attenzione è vero. La love story tra i due protagonisti non decolla mai, facendo quindi fallire lo scopo principale del film, far commuovere. A nulla serve (attenzione spoiler del finale) il bacio appassionato poco prima di essere investiti dalla nube del vulcano, e ancora a meno serve la toccante immagine che ne segue, i due pietrificati dalla lava mentre si baciano, chiaro messaggio di un'amore immortale, ma che purtroppo non è mai iniziato. Buoni gli effetti speciali, finalmente un film catastrofico ambientato in Italia con gli effetti ben curati. Parlando del cast spicca su tutti il cattivone, Kiefer Sutherland, mentre rimangono nella media i due amanti Kit Harington e Emily Browning. Abbiamo altri volti noti, come quello di Jessica Lucas (Cloverfield), Carrie-Anne Moss (Matrix) e Adewale Akinnuoye-Agbaje (rivisto in un sacco di film action fra cui l'ultimo Thor). Un fallimento a metà questo Pompei, che dire, se siete dei sentimentali provate lo stesso a vederlo, ma lo consigliamo anche agli amanti dei disaster movie.

Il voto di 365film:




x3


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