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Recensione #14: Tusk

domenica 14 giugno 2015

Uno dei modi migliori, secondo me, per cercare nuovi film è guardare un trailer su Youtube e vedere che altri trailer escono fuori. Potrei starci delle ore, a volte scopro film di cui non sapevo neanche l'esistenza, come quello che io e Gloria ci apprestiamo a recensire. Dopo una pizza di gruppo, torniamo a casa in compagnia dei nostri amici, tutti curiosi di vedere questo film con cui li ho rincoglioniti per tutta la durata della cena: “Ragà, stasera vi faccio vedere l'uomo tricheco” “E che roba è?!?” “Ho visto il trailer, secondo me è spettacolare, che un folle che adesca uno per trasformarlo chirurgicamente in un tricheco!” “Ma com'è il titolo?” “Tusk, non so perchè...”. E così avanti per tutta la sera, con Gloria che scuoteva la testa ogni volta che lo nominavo. E Tusk sia allora.
Descritto in quella maniera, Tusk potrebbe sembrare un film idiota e senza senso, ma non è affatto così. Il regista è il signor Kevin Smith, certo non un novellino. L'inizio è da morire dal ridere, perchè nei primi fotogrammi ci accorgiamo che uno degli attori è Haley Joel Osment, non vi dice niente? Ve lo ricordate Il Sesto Senso? Bene, il bambino del Sesto Senso, solo che qui è leggermente cambiato, tanto che viene da chiedersi se non sia lui il tricheco di cui parlavo a cena.
Non divaghiamo e torniamo a Tusk. Girato magistralmente, questo horror è un crescendo di follia, che inizia nel più comico dei modi per terminare, lungo un percorso assai grottesco, nel più drammatico. Senza addentrarci nella storia, vi diciamo che si, il protagonista viene effettivamente attirato con l'inganno a casa di questo folle personaggio che, una volta narcotizzato lo usa per il suo folle scopo: ricreare un tricheco (situazione che, in parte, strizza l'occhio a Misery non deve morire) Ma non un tricheco qualsiasi, il tricheco che lo aveva salvato dall'assideramento anni prima, al quale lui aveva dato il nome di Mr Tusk. Folle, decisamente folle, io e Gloria, e anche tutti gli altri, stavamo li, ipnotizzati dal film. La cosa veramente forte è che di solito film con queste trame si rivelano spesso e volentieri delle immonde cagate, ma non questo, Kevin Smith ha reso tutto dannatamente credibile. Il finale è dei più strambi che io abbia mai visto, un mix di dramma, malinconia e anche un pizzico di comicità. Abbiamo apprezzato tutti questo film, non solo io e Gloria, alla quale è scesa anche una mezza lacrimuccia, ma anche i nostri ospiti. Il commento di mia moglie è stato: “Cattivo, è tanto cattivo sto film, e io che pensavo che Hostel fosse il più cattivo di tutti...”.

Cattivo si, ma geniale. Vi lasciamo con questo profondo pensiero, sul quale dovrete riflettere attentamente: "è l'uomo un tricheco nell'anima?"

Il voto di 365film:




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