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Recensione #27: Wolf Creek

sabato 27 giugno 2015

Un film tosto, ma che più tosto non si può. Anzi, 2 film tosti, perchè questa e la prossima recensione riguarderanno un film a metà fra il thriller e l'horror tendente allo slashers e il suo sanguinario seguito: stiamo parlando di Wolf Creek. In questa vi parleremo un po del primo film, venuto alla luce nel 2005. Il film parte da un fondo di verità, ovvero che in Australia molti turisti scompaiono nel nulla e non vengono mai più ritrovati, ma di base c'è che il film è basato su una storia realmente avvenuta. Negli anni '90 infatti, proprio in Australia ci fu uno dei peggior assassini di tutti i tempi:Ivan Milat. Ivan, sceglieva come vittime soltanto i turisti che portavano il sacco a pelo.
E dal particolare del sacco a pelo ci riallacciamo alla trama, che vede questi ragazzi che se ne vanno a fare una vacanza (col sacco a pelo) all'insegna dell'avventura in Australia, per vedere il famoso cratere di Wolf Creek. Nella prima metà il film sembra un genere completamente diverso da quello che è realmente, con uno svolgimento abbastanza lento. Una volta arrivati al cratere, iniziano a succedere cose strane, gli impianti elettrici hanno delle difficoltà a funzionare, di conseguenza anche l'impianto elettrico della loro auto muore, e li lascia a bocca asciutta nel nulla. I giovani iniziano a dare la colpa persino agli alieni, perchè ci sono delle leggente riguardanti dei collegamenti fra extraterrestri e questo misterioso cratere. Fortunatamente (?) un uomo si ferma e li soccorre, trainando la loro macchina alla propria officina. Ma l'uomo in questione è Mick Taylor, un pazzo sadico che gode nel torturare ed uccidere poveri malcapitati. Dall'incontro dei ragazzi con Mick il film cambia drasticamente piega e ritmo, diventando, man mano che passano i minuti, sempre più feroce. Questo aspetto, insieme al fatto che la pellicola sia tratta da fatti realmente accaduti, è il vero punto di forza del film. Da non sottovalutare il personaggio di Mick Taylor, interpretato da John Jarratt, che sembra un innocuo bifolco, ma innocuo in realtà non lo è per niente e riversa sui giovani tutto il suo rancore verso i stranieri che capitano dalle sue parti. Nella storia reale Ivan Milat viene arrestato e condannato all'ergastolo, ma qui, non succede, Mick si salva e.... ta daa! E' pronto per Wolf Creek 2! In breve, per gli amanti del genere e per chi "ama" le efferatezze e le torture gratuite, Wolf Creek non può mancare nel bagaglio di visioni cinematografiche che uno si porta nella tomba. Se siete un po' debolucci di stomaco, meglio cambiare genere. Io e Gloria ce l'abbiamo fatta senza problemi!

Il voto di 365film:




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