Recensione #159: Dark Water (Remake 2005)

venerdì 6 novembre 2015

Qual'era quel film col silos d'acqua? Quell'horror soprannaturale che, mi sembra, era con una bambina?” “Amore, era Dark Water. Ma dici l'originale giapponese o il remake?” “Eh, mesà che era il remake..” “Se non ci sono i giapponesi come attori è per forza il remake....” “Allora si... ce l'hai?” “Dovrei, tra i vecchi divx, ora ci guardiamo”. Quando Gloria ha le “voglie di cinema” non si discute. Un'estenuante ricerca fra i miei millemila vecchi divx ed ecco che Dark Water, remake del 2005, salta fuori. Siamo pronti per la re-visione.
Ecco la trama: a seguito di una dura battaglia legale per l'affidamento della figlia, Dahlia va a vivere con la piccola in una nuova casa. Ma qui i suoi problemi non sono finiti: la giovane donna deve infatti vedersela con misteriosi e cupi rumori, una strana perdita di acqua scura dal soffitto e delle inquietanti presenze, forse di chi abitava li prima di loro... Non ce lo ricordavamo questo Dark Water, gloria lo vide al cinema, io no, lo vidi a seguito della visione dell'originale. Si perchè, come detto nel nostro dialogo, questo è il remake americano dell'omonimo film, uscito 3 anni prima.  Dobbiamo dire che rimane molto fedele al suo predecessore, anzi, ne ricalca anche i ritmi. Questo Dark Water non è il tipico horror americano, si vede lontano un miglio che c'è lo zampino degli horror orientali, film dai ritmi lenti che cercano di creare la tensione un poco alla volta, fino ad arrivare all'esplosione finale, alla fine del film. La costruzione dei personaggi è una delle colonne portanti di questo genere di horror, infatti la storia principale non ruota attorno alle presenze della casa, ma bensì ai protagonisti, la madre Dahlia e la figlia Cecilia, interpretate rispettivamente dalla bravissima Jennifer Connelly (A Beautiful Mind, Requiem for a dream...) e dall'allora piccola Ariel Gade, bravissima ad interpretare il suo ruolo (non capiamo perchè infatti non compaia in altre pellicole di spessore...). Il loro rapporto madre-figlia ci accompagna per tutta la durata della pellicola.

Dark Water, il remake, è più "loro due" che fantasmi. 
Questo film, nonostante sia un horror, non ha molti spunti terrificanti che fanno sobbalzare dalla sedia, è caratterizzato per lo più da colpi di scena e dalla drammaticità della situazione, drammaticità che assaporeremo in pieno una volta arrivati alla fine. Nel cast, oltre alle due brave protagoniste, spiccano i ruoli di John C. Reilly (Fratellastri a 40 anni) che interpreta il sovrintendente del cupo palazzo, Tim Roth (Le Iene, La leggenda del pianista sull'oceano...) nella parte dell'avvocato di Dahlia, e Pete Postlethwaite (il prete di Romeo + Giulietta), l'amministratore dello stabile. Proprio riguardo allo stabile volevamo spendere due parole. L'ambientazione creata nella pellicola è davvero ben scelta, ci troviamo di fronte a questo palazzo enorme, un mostro di cemento che soffoca al solo sguardo, che preannuncia da subito delle sensazioni negative, come il sentirsi in trappola. A Gloria, che è originaria di Roma, ha ricordato molto il famoso “Serpentone”. Comunque, tirando le somme, il remake Dark Water è una bellissima e commovente ghost story, adatta sia agli amanti dell'horror, ma anche a chi non ne è proprio avvezzo perchè oltre che horror è anche una bellissima storia d'amore tra madre e figlia. Mia moglie, alla fine del film, con le lacrime agli occhi, imbambolata a guardare i titoli di coda che scorrevano, mi ha sussurrato queste semplicissime parole: “Non me lo ricordavo bene.... bello...”.

AZIONE: -
COMMEDIA: - 
DRAMMATICO: x3
ROMANTICO: x2
HORROR: x2
FANTASCIENZA: -
FANTASY: -


Il voto di 365film:


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